Disturbi Cognitivi
un'infermiera e una paziente anziana sorridono insieme

I Disturbi Cognitivi lievi o moderati

Viviamo in un mondo che costantemente ci chiede di imparare nuove cose, nuove procedure e di ricordarle. Questo sistema ci mette continuamente alla prova.
Si parla di disturbo cognitivo lieve o moderato (DSM 5.0 Mild Neurocognitive disorder, APA 2013) quando si verifica un calo anche di soltanto una delle funzioni tre Attenzione, Apprendimento, Memoria, Linguaggio, Percezione Motoria, Intelligenza Sociale; tale disturbo può non interferire con le usuali attività sociali e occupazionali del paziente ma è il soggetto stesso che si rende conto che le sue prestazioni sono peggiorate.

Gli scienziati dibattono se, in questa fase, si possa già parlare di disturbo o malattia, ma quello che è certo è che prima si interviene migliore sarà l’evoluzione: quindi meglio prevenire il peggio che attendere rassegnati!

Spesso questa percezione è accompagnata da ansia od aumentata irritabilità: fattori che accrescono il problema. Talora i disturbi si presentano a ciel sereno, altre volte seguono ad un trauma, oppure sono l’accompagnamento di un’ altra malattia o ancora di una fase delicata della vita (Es. Menopausa).

Cosa e’ possibile fare in presenza di disturbi neurocognitivi?

Valutazioni per definire la diagnosi e per valutare variazioni anche lievi e monitorare nel tempo la situazione.

La diagnosi deve essere il punto di partenza: è un vero problema cognitivo o si tratta di altro?

Intervento: deciso in base alle valutazioni individuali:

  • Stimolazione Elettrica continua (stimolazione quotidiana per 30 sedute)
  • Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) in casi selezionati (Ciclo di 30 o piu’ sedute)
  • Photo-Bio-Modulation

A tali cure devono seguire visite di rivalutazione e richiami.

PROGRAMMA DI MIGLIORAMENTO DELLE FUNZIONI COGNITIVE

Lo stesso programma può essere indicato per un miglioramento delle prestazioni cognitive (cognitive enhancement), quando sia richiesto, ad esempio per la necessità di imparare una nuova lingua o procedura; a seguito di un periodo di inattività intellettuale; dopo una malattia infettiva o di lunga durata.

La transizione dalla chimica dei farmaci alla stimolazione elettrica è ciò che invece auspica Josef Parvizi, direttore del programma di Elettro-fisiologia Cognitiva a Stanford:

Il linguaggio del cervello è una combinazione di chimica ed elettricità. Finora nel provare a curare le malattie del cervello si è preferito l’approccio chimico, attraverso i farmaci. Ma il costo per il resto del corpo è stato alto. Prendiamo l’epilessia. Se assumiamo un chilo di pillole, 900 grammi finiscono in fegato, pancreas, ossa e solo 100 grammi raggiungono l’organo bersaglio, cioè il cervello. Ma 99 grammi andranno ad agire su aree cognitive che con l’epilessia non hanno nulla a che fare, dando vista offuscata, senso di svenimento, spossatezza. Un grammo solo colpirà i neuroni responsabili della malattia. Questo è un approccio brutale, che va superato. Con farmaci più mirati. Ma anche, se necessario, con l’elettricità.


banner pubblicitario

Articoli correlati

 

Deep TMS in Italia

Deep TMS in Italia

Che cos’è e come funziona la Deep TMS: stimolazione magnetica transcranica profonda.

6° Convegno Nazionale di Epigenetica

6° Convegno Nazionale di Epigenetica

Al Convegno interverrà come relatore anche il Prof. Stefano Pallanti, parlando sul tema "Il cervello soffre: dalla vita alla clinica" Epigenetica e Disturbi del Neuro-Sviluppo Evento in modalità webinar | 3 - 4 ottobre 2020 Organizzato da: Istituto di Medicina...

Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS)

Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS)

Stimolazione Magnetica Transcranica 35 anni di uso clinico e consolidamento dell’efficacia nel mondo. La stimolazione magnetica era una metodica già largamente in uso negli ospedali e nelle strutture ambulatoriali con scopi diagnostici quando Anthony Barker...