Il NeuroCOVID
immagine che mostra come il coronavirus entri nell'organismo e attacchi anche le funzioni del nostro cervello

NeuroCOVID: come evitare la cronicizzazione

Il Covid-19 non è soltanto una malattia respiratoria. Colpisce anche il cervello. I disturbi neurologici di quello che è stato rinominato NeuroCOVID, possono essere gravi e, se non curati tempestivamente, cronicizzarsi: da qui la necessità di un rapido percorso diagnostico-terapeutico.

La SARS, la precedente sindrome respiratoria acuta da Coronavirus, ha sviluppato disturbi neuropsichiatrici gravi in oltre il 40% dei malati. A distanza di qualche anno osserviamo come queste affezioni, non adeguatamente curate, si siano cronicizzate. Oggi, secondo uno studio recente apparso sull’autorevole rivista scientifica di ambito medico “Lancet”, quasi una persona su tre tra coloro che hanno contratto il SARS-CoV-2 sta sviluppando disturbi neurologici dovuti al NeuroCovid.

Le complicazioni neurologiche (anche gravi) erano state previste dal professor Stefano Pallanti e da suoi colleghi americani di Harvard e dell’Albert Einstein College of Medicine di New York, che avevano indicato gli esami necessari per la diagnosi e per indirizzare le cure sulla strada appropriata. I disturbi evidenziati dai malati di NeuroCOVID, infatti, non sono puramente psicologici; sono l’effetto del virus sul cervello, attraverso meccanismi di infiammazione e alterata risposta immunitaria. Ne deriva che il supporto psicologico non può essere sufficiente. È necessario eseguire esami di laboratorio che richiedono avanzate competenze specialistiche.

Il Sistema Sanitario Nazionale non ha ancora previsto un servizio specifico. Dov’è possibile, allora, trovare risposte adeguate ai disturbi neuropsichiatrici derivanti da NeuroCOVID? L’Istituto di Neuroscienze del prof. Pallanti e Villa Donatello hanno organizzato un percorso diagnostico-terapeutico che consente una prima valutazione psicologica, associata agli esami necessari, per stabilire un percorso di cura individualizzato.

I sintomi più frequenti da NeuroCovid sono:

  • Dolore localizzato o diffuso
  • Depressione o anedonia
  • Fatica
  • Disturbi della memoria e della concentrazione
  • Disturbi del sonno che perdurano per settimane.

Per quanto riguarda le terapie, esse dipendono dalla valutazione specialistica e devono essere modulate caso per caso:

Neuroscienze

Un approccio che punta alla personalizzazione della Cura perché comprende:

  • La diagnosi del disturbo
  • I meccanismi e la traiettoria che lo hanno prodotto
  • L’equilibrio tra la plasticità del Sistema Nervoso Centrale e la risposta infiammatoria, incluso:
  • Riequilibrio del Microbiota
  • Riequilibrio del sonno-veglia

Se intrapreso rapidamente, questo percorso diagnostico-terapeutico consente di evitare la cronicizzazione dei disturbi che, come evidenziato dagli studi fin qui pubblicati, rappresenta senz’altro il rischio maggiore.

Referenze

Il Prof. Stefano Pallanti collabora per le ricerche e l’implementazione dell’attività clinica con il Dr. Eric Hollander dello Spectrum Neuroscience and Treatment Institute a New York.


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