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Neurofeedback
una paziente sta facendo un trattamento di neurofeedback

All’Istituto di Neuroscienze del Prof. Stefano Pallanti il Neurofeedback viene utilizzato principalmente per trattare il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), i disturbi di apprendimento, l’ansia, le fobie e il disturbo da stress post-traumatico. Inoltre, viene utilizzato in ambito sportivo o da agenzie come la NASA per migliorare la vigilanza e promuovere performance di alto livello.

Il Neurofeedback non è un concetto nuovo. È stato oggetto di studio da parte di ricercatori per diversi decenni. Diversi studi hanno infatti mostrato una riduzione della sintomatologia dell’ADHD superiore al 50%. Infatti, le metanalisi nelle quali sono stati confrontati i risultati di decine di studi sul Neurofeedback nell’ADHD, hanno concluso, in linea con le linee guida internazionali per la valutazione dell’efficacia clinica, che il trattamento con neurofeedback per l’ADHD può essere considerato “Efficace e specifico”, con il 5° livello (il massimo) di efficacia. Inoltre, il Neurofeedback sembra avere effetti terapeutici molto duraturi, superiori ai 6 mesi dopo la fine del training.

Il Neurofeedback è un procedimento attraverso il quale si apprende a modulare e regolare il proprio sistema nervoso centrale.

Monitorando e analizzando attraverso l’elettroencefalogramma (EEG) l’attività elettrica cerebrale, il Neurofeedback insegna al cervello come aumentare o diminuire l’attività neurale che corrisponde a specifici sintomi.

Si tratta di una procedura non invasiva e generalmente confortevole.

Dopo una valutazione dettagliata, che comprende un assessment iniziale e una valutazione EEG di base, al cliente viene assegnato uno o più protocolli di training.

Il paziente viene fatto sedere su una sedia comoda davanti a un monitor e degli elettrodi vengono posizionati sulla sua testa. Gli elettrodi non emettono alcuna carica elettrica ma sono solo di registrazione.

Successivamente un software specializzato gestisce, tramite un computer, degli scenari audiovideo che possono essere bidimensionali o tridimensionali (utilizzo di un visore per la realtà virtuale), che insegna al paziente tramite un feedback costante come regolare l’attività delle onde cerebrali.

Una sessione di Neurofeedback dura di solito circa 30 minuti.

La maggior parte dei pazienti ha bisogno di 20-30 sessioni totali di Neurofeedback da volgere bisettimanalmente.

Alla registrazione EEG, può essere associata anche la registrazione di parametri fisiologici, come frequenza cardiaca, respirazione e temperatura cutanea periferica.


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