Terapie di Neuromodulazione
immgine digitale del cervello umano

Che cosa sono le Terapie di Neuromodulazione?

Sempre più informati sulle loro malattie e nella ricerca delle terapie innovative, i pazienti ci chiedono se effettuiamo Magneto terapia o Cura con le stimolazioni, essendo il nome Terapie di Neuromodulazione ancora non molto diffuso.

La tecnica più nota è senz’altro la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS), che all’Istituto di Neuroscienze utilizziamo dal 2005 insieme alla Stimolazione Transcranica a Corrente Diretta Continua (tDCS).

La Terapia di Neuromodulazione è un insieme di tecniche diagnostiche e terapeutiche che utilizzano diversi tipi di stimolazione che attraversano lo scalpo e il cranio e promuovono il processo di formazione di nuove cellule nervose del cervello: cioè vanno ad aumentare la plasticità neuronale favorendo la replicazione dei neuroni e la creazione di nuove connessioni (sinapsi) fra di essi.

La stimolazione magnetica era una metodica già largamente in uso negli ospedali e nelle strutture ambulatoriali con scopi diagnostici quando Anthony Barker (Universita’ di Sheffield, UK) nel 1985 (Barker et al., 1985) l’ha introdotto come strumento non invasivo per uso clinico. L’utilizzo in neurologia, neurofisiologia clinica e psichiatria è andato diffondendosi sempre di piu’, sia nel campo della ricerca sia con finalità piu’ strettamente cliniche (George e Bellmaker, 2000).

Il Prof. Stefano Pallanti utilizza le Terapie di Neuromodulazione, TMS e tDCS dal 2005; Follow-up clinici positivi degli ultimi15 anni hanno dimostrato l’efficacia della terapia, così come pubblicato su PubMed: un motore di ricerca di letteratura scientifica biomedica, prodotto dal National Center for Biotechnology Information (NCBI) presso la National Library of Medicine (NLM) dei National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti dal 1949.

In Italia solo da pochi anni (siamo ora nel 2020) si avviano i centri per la TMS.

Nel 2008 la TMS ha ottenuto l’approvazione della Food and Drug Administration negli USA per il trattamento della Depressione Resistente, e nel 2018 per il trattamento del Disturbo Ossessivo-Compulsivo. Sono in atto grandi studi clinici nell’ambito di diverse discipline e in diverse condizioni; per questo ci sono sempre più evidenze cliniche riguardo l’efficacia della TMS e Terapie di Neuromodulazione.

Neuroplasticità: La scienza alla base delle Terapie di Neuromodulazione

Nel 2000 Eric Kandel, Arvid Carlsson e Paul Greengard hanno vinto il Premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina per i loro studi sulla plasticità sinaptica; grazie ad essi diviene ancor più chiaro come il cervello sia un organo estremamente plastico e pertanto in continuo rimodellamento.

Per Neuroplasticità si intende la capacità del nostro cervello di cambiare la propria struttura ed il proprio funzionamento in modo permanente, permettendo la creazione di nuove sinapsi neuronali durante l’intero arco della vita. Da questo presupposto ha inizio l’interesse per tutto ciò che, oltre alle medicine, può sviluppare e favorire questa meravigliosa Neuroplasticità.

Secondo questa scoperta, molte malattie del sistema nervoso sono il risultato di uno scompenso tra agenti stressanti che aggrediscono alcune strutture (sulla base della vulnerabilità individuale che si fonda sulla predisposizione genetica) e fattori di Neuroplasticità.

Le terapie di Neuromodulazione utilizzano stimoli fisici, magnetici, elettrici e luminosi che agiscono stimolando le strutture implicate nella Neurogenesi, ovvero il processo di formazione di nuove cellule nervose e in alcuni casi promuovono anche la reazione infiammatoria e cicatriziale delle cellule gliali di sostegno.

Queste terapie rappresentano un’alternativa vantaggiosa alle cure mediche: la TMS è infatti indicata dalle linee guida internazionali, incluse quelle della Società Americana di Psichiatria (APA – American Psychiatry Association) come trattamento nei casi di risposta insoddisfacente ai trattamenti farmacologici.

Diverse tecniche di Neuromodulazione possono essere combinate tra di loro ed associate ad ulteriori terapie mediche e psicologiche.

La Terapia di Neuromodulazione comprende

  • Stimolazione Magnetica Transcranica Ripetitiva (rTMS)
  • Stimolazione Magnetica Transcranica Theta-Burst (TBS)
  • Stimolazione Magnetica Transcranica Profonda (Deep TMS)
  • Stimolazione Transcranica a Corrente Diretta Continua (tDCS)
  • Foto-Bio-Modulazione
  • Stimolazione Nervo Vago
  • Light Therapy
  • Pulsating Electrostatic Field Therapy (PESF)

Le Terapie di Neuromodulazione del Prof. Stefano Pallanti, e Oltre

Nell’anno 2005 il Prof. Pallanti ha iniziato l’impiego delle terapie di Neuromodulazione, utilizzando i metodi della Stimolazione Magnetica Transcranica, rTMS e della Stimolazione Transcranica a Corrente Diretta Continua (tDCS), che si aggiungono alla Terapia della Luce (Light Therapy) e alla Pulsating Electrostatic Field Therapy (PESF).

All’epoca c’erano pochi centri al mondo dove operavano queste terapie, malgrado ci fossero già ricerche e studi molto convincenti.

Pensare che la Stanford University in California – che è uno dei maggiori centri mondiali dedicati alla medicina insieme alla Harvard University – ha iniziato ad utilizzare la TMS solo nell’2016, 11 anni dopo il Prof. Pallanti. Proprio le sue competenze riguardo alla TMS hanno fatto sì che il Prof. Pallanti fosse richiesto alla Stanford University dove gli è stato conferito un incarico di Full Professor e di “TMS consultant” per la formazione dei loro medici.

Mentre altri in Italia e nel mondo cominciano soltanto adesso ad utilizzare la TMS, l’Istituto di Neuroscienze va ancora oltre, iniziando dal 2019 ad offrire un’altra terapia di avanguardia: la Foto-Bio-Modulazione, che viene utilizzata sia da sola che in combinazione con altre terapie con ottimi risultati.

L’Istituto di Neuroscienze è un centro che attira pazienti provenienti da diverse parte del mondo, tra cui Germania, Inghilterra, USA, Svizzera, Libano, Russia, Emirati Arabi, Australia… Arrivano, sempre più persone che hanno girato letteralmente il mondo alla ricerca delle cure migliori.

Il Prof. Pallanti ora è già al lavoro su un’altra innovazione: la Psichiatria di Precisione, cioè la applicazione della genetica alla cura.

Quando si parla di Medicina di Precisione, si intende ogni terapia personalizzata che faccia riferimento alle caratteristiche individuali di un determinato soggetto; in primo luogo le caratteristiche genetiche e metaboliche.
Si giunge cosi al circuito target della stimolazione più importante, al farmaco più efficace, il sistema di metabolismo che interferisce nel consentire la dose efficace di cura.

Su questi aspetti consiglimo di sfogliare la rivista Firenze Neuroscienze n.4 disponibile a questo link del nostro Sito Web.

Aree terapeutiche

  • Riabilitazioni e cure di disturbi post COVID-19
  • Pazienti farmaco-resistenti
  • Pazienti che devono evitare i farmaci (insufficienza epatica, renale)
  • Pazienti con disturbi metabolici
  • Pazienti candidati a ECT o resistenti a ECT

In psichiatria:

  • Depressione
  • Disturbi dell’Umore e Disturbo Bipolare
  • Autismo
  • Psicosi
  • Sintomi negativi nella schizofrenia
  • Allucinazioni uditive
  • Disturbo Ossessivo-Compulsivo
  • Dipendenze comportamentali (Gambling)
  • Dipendenze da Sostanze (Alcol – Cocaina)
  • Pazienti di Psichiatria Riproduttiva (donne in gravidanza, depressione post-partum, fecondazione assistita)
  • Diabete
  • Obesità e Binge Eating

In Neurologia:

• Riabilitazione cognitiva
• Riabilitazioni post-stroke o trauma cranico
• Dolore, incluse le cefalee
• Parkinson
• Tinnitus (Acufene)

Nei Disturbi del peso e della Nutrizione:
• Craving dei glucidi (fame di carboidrati)

Come funzionano le terapie di Neuromodulazione nella pratica

La durata del singolo trattamento può variare a seconda della specifica terapia e può variare da pochi minuti fino a poco meno di un’ora.

È necessario rimanere svegli durante la stimolazione ed è possibile leggere e parlare.

L’operatore/medico rivolge alcune semplici domande sull’andamento quotidiano riguardo:
• Attività svolte nella giornata, riposo, alimentazione;
• Stato d’animo soggettivo ed andamento dei sintomi;
• Farmacoterapia, al fine di monitorare ogni eventuale modifica o variazione;
• Assunzione di alcool e/o sostanze: sostanze come alcool, marijuana e cocaina possono interferire con la terapia e produrre una variazione dei parametri di stimolazione.

Procedure terapeutiche

Le sedute vengono effettuate tutti i giorni per una o più sedute al giorno, salvo indicazioni particolari. La durata minima della terapia deve essere maggiore di 20 sedute, ma di regola più ne vengono effettuate, meglio è. Negli USA il primo ciclo di trattamento dura non meno di 40-50 sedute.

Le sedute si svolgono in regime ambulatoriale sotto costante supervisione. Infatti, l’obiettivo è quello di stimolare il paziente ad adottare un atteggiamento attivo affinché metta a disposizione di sé stesso ogni risorsa utile al cambiamento, punto cardine di qualsiasi terapia.

Gli effetti benefici potrebbero non essere immediati: questo dipende da persona a persona.

Al termine del ciclo iniziale si valuta l’utilità di prolungare ulteriormente il trattamento. Se gli effetti benefici si evidenziano verso la termine del ciclo concordato, sicuramente è suggeribile prolungare il periodo di trattamento per consolidarne l’effetto.

È necessario stabilire le visite di rivalutazione e richiamo: fondamentali per consolidare gli effetti ottenuti durante il primo ciclo e ridurre il rischio di ricadute future.

Visite di rivalutazione e richiamo

La sola scomparsa/diminuzione del sintomo non coincide con la scomparsa della malattia.

Anche dopo la scomparsa o la diminuzione del sintomo il disturbo del circuito cerebrale può rimanere. Se si smettono le terapie, farmacologiche o di Neuromodulazione, il sintomo ricompare magari in una forma diversa dal primo (ricaduta). A quel punto sarà più difficile e si impiegherà più tempo per ritornare a stare meglio.

Per non avere le ricadute è importante programmare regolarmente delle sessioni di trattamento di richiamo, che generalmente sono effettuate a breve distanza dalla fine del primo ciclo e consistono in alcuni giorni consecutivi di trattamento.

La durata delle visite di rivalutazione non si può stabilire a priori ma dipende dalla sintomatologia del paziente, dagli effetti raggiunti nel primo ciclo di trattamento e da eventuali comorbilità che possono rendere più complesso il quadro clinico, aumentando di conseguenza il tasso di incidenza delle recidive.

Il protocollo, nonché il tipo di terapia di Neuromodulazione (così come altre terapie in atto) possono andare incontro a modifiche, al fine di adeguarsi al meglio ai cambiamenti delle condizioni cliniche e metaboliche di ciascuno. Ecco perché le cure hanno validità 2 mesi, dopodichè, devono essere rivalutate: non si può andare avanti con le medesime cure oltre due mesi, salvo diverse indicazioni del medico.


Vi preghiamo di:

  • Arrivare all’Istituto almeno 15 minuti prima dell’appuntamento, in modo da poter espletare le pratiche burocratiche.
  • Presentarsi puntuali nell’orario concordato per l’inizio del trattamento, in modo da poter usufruire del programma completo previsto per la giornata.
  • Considerare che non vengono effettuati recuperi o rimborsi dei trattamenti non usufruiti per cause al di fuori della responsabilità dell’Istituto.
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