Stimolazione magnetica transcranica (rTMS, Deep TMS, TMS Theta-Burst)
il Prof. Stefano Pallanti con una paziente

La stimolazione magnetica transcranica (TMS) è basata sul principio dell’induzione elettromagnetica, che permette di stimolare o inibire l’attività neuronale di specifiche aree cerebrali. Un impulso elettrico genera un campo magnetico che penetra attraverso il cranio ed induce lo stimolo nel tessuto nervoso che modula l’attività dei neuroni. L’effetto può essere di due tipi:
Attivazione (induzione/incremento dell’attività elettrica di un’area altrimenti inattiva o ipoattiva);
Inibizione (riduzione dell’attività elettrica in corso in una determinata area)

Studi di laboratorio compiuti sui ratti suggeriscono che l’azione si realizzi attraverso il miglioramento della segnalazione della chinasi B del recettore della BDNF-tropomiosina (TrkB), che è un biomarcatore della plasticità neurale.

In conclusione, un meccanismo proposto alla base di questo miglioramento è il potenziamento della segnalazione dell’attività del fattore neurotrofico (Brain Derived Neurotrofic Factor BDNF).

Theta Burst Stimulation (TBS): si tratta di un tipo di stimolazione caratterizzata dalla rapida ripetizione di stimoli ad alta frequenza (50 Hz) suddivisi in triplette di stimoli. Nell’ambito della TBS si distinguono due tipi di protocolli: quelli che riducono l’attività corticale (TBS continua) e quelli che la incrementano (TBS intermittente).

Stimolazione Magnetica Transcranica Profonda (Deep TMS): metodica innovativa nell’ambito delle Neuroscienze, diversamente da quelle precedentemente descritte agisce stimolando regioni cerebrali a livello sottocorticale, sempre in maniera non invasiva.

Tutti possono trarre benefici dalla terapia di Neuromodulazione, tranne nei seguenti casi:
• Presenza di precedenti crisi convulsive – Epilessia
• Presenza di Pacemaker
• Impianti cocleari

Come funziona la rTMS?

Nella terapia con rTMS, uno strumento chiamato stimolatore fornisce energia elettrica ad un coil (ansa) magnetico che genera un campo magnetico a livello cerebrale per un breve periodo di tempo.

Il campo magnetico prodotto dal coil passa senza ostacolo attraverso lo scalpo fino all’encefalo senza alcuna dispersione ed in modo pressoché indolore potendo pertanto raggiungere le strutture cerebrali sottostanti, in particolare la corteccia cerebrale, e modificarne l’attività elettrica in modo da migliorare i sintomi dei disturbi psichiatrici.

Il coil è posto sulla testa in modo tale da permettere al campo magnetico di raggiungere la regione del cervello di interesse. Lo stimolo magnetico produce una risposta registrabile, che si manifesta con un rumore simile ad una serie di clic ed una sensazione tipo formicolio sulla pelle della testa.

L’effetto collaterale più comunemente riportato della rTMS è una lieve e transitoria cefalea muscolo-tensiva.

Aree terapeutiche

Riabilitazioni e cure di disturbi post COVID-19
Pazienti farmaco-resistenti
Pazienti che devono evitare i farmaci (insufficienza epatica, renale)
Pazienti con disturbi metabolici
Pazienti cancidati a ECT o resistenti a ECT

In Psichiatria:

  • Depressione
  • Disturbi dell’Umore e Disturbo Bipolare
  • Autismo
  • Psicosi
  • Sintomi negativi nella schizofrenia
  • Allucinazioni uditive
  • Disturbo Ossessivo-Compulsivo
  • Dipendenze comportamentali (Gambling)
  • Dipendenze da Sostanze (Alcol – Cocaina)
  • Pazienti di Psichiatria Riproduttiva (donne in gravidanza, depressione post-partum, fecondazione assistita)
  • Diabete
  • Obesità e Binge Eating

In Neurologia:

  • Riabilitazione cognitiva
  • Riabilitazioni post stroke o trauma cranico
  • Dolore, incluse le cefalee
  • Parkinson
  • Tinnitus (Acufene)

Nei Disturbi del peso e della Nutrizione

  • Craving dei glucidi (fame di carboidrati)

Come funzionano le terapie di Neuromodulazione nella pratica

La durata del singolo trattamento può variare a seconda della specifica terapia e può variare da pochi minuti fino a poco meno di un’ora.

È necessario rimanere svegli durante la stimolazione ed è possibile leggere e parlare.

L’operatore/medico rivolge alcune semplici domande sull’andamento quotidiano riguardo:
• Attività svolte nella giornata, riposo, alimentazione;
• Stato d’animo soggettivo ed andamento dei sintomi;
• Farmacoterapia, al fine di monitorare ogni eventuale modifica o variazione;
• Assunzione di alcool e/o sostanze: sostanze come alcool, marijuana e cocaina possono interferire con la terapia e produrre una variazione dei parametri di stimolazione.

Procedure terapeutiche

Le sedute vengono effettuate tutti i giorni per una o più sedute al giorno, salvo indicazioni particolari. La durata minima della terapia deve essere maggiore di 20 sedute, ma di regola più ne ne vengono effettuate, meglio è. Negli USA il primo ciclo di trattamento dura non meno di 40-50 sedute.

Le sedute si svolgono in regime ambulatoriale sotto costante supervisione. Infatti, l’obiettivo è quello di stimolare il paziente ad adottare un atteggiamento attivo affinché metta a disposizione di sé stesso ogni risorsa utile al cambiamento, punto cardine di qualsiasi terapia.

Gli effetti benefici potrebbero non essere immediati: questo dipende da persona a persona.

Al termine del ciclo iniziale si valuta l’utilità di prolungare ulteriormente il trattamento. Se gli effetti benefici si evidenziano verso la termine del ciclo concordato, sicuramente è suggeribile prolungare il periodo di trattamento per consolidarne l’effetto.

È necessario stabilire le visite di rivalutazione e richiamo, che è fondamentale per consolidare gli effetti ottenuti durante il primo ciclo e ridurre il rischio di ricadute future.

Visite di rivalutazione e richiamo

La sola scomparsa/diminuzione del sintomo non coincide con la scomparsa della malattia.

Anche dopo la scomparsa o la diminuzione del sintomo, il disturbo del circuito cerebrale può rimanere. Se si smettono le terapie, farmacologiche o di Neuromodulazione, il sintomo ricompare magari in una forma diversa dal primo (ricaduta). A quel punto sarà più difficile e si impiegherà più tempo per ritornare a stare meglio.

Per non incorrere in ricadute è importante programmare regolarmente delle sessioni di trattamento di richiamo, che generalmente sono effettuate a breve distanza dalla fine del primo ciclo e consistono in alcuni giorni consecutivi di trattamento.

La durata delle visite di rivalutazione non si può stabilire a priori ma dipende dalla sintomatologia del paziente, dagli effetti raggiunti nel primo ciclo di trattamento e da eventuali comorbilità che possono rendere più complesso il quadro clinico, aumentando di conseguenza il tasso di incidenza delle recidive.

Il protocollo, nonché il tipo di terapia di Neuromodulazione (così come altre terapie in atto) possono andare incontro a modifiche, al fine di adeguarsi al meglio ai cambiamenti delle condizioni cliniche e metaboliche di ciascuno. Ecco perché le cure hanno validità 2 mesi, dopodichè, devono essere rivalutate: non si può andare avanti con le medesime cure oltre due mesi, salvo diverse indicazioni del medico.


Vi preghiamo di:

  • Arrivare all’Istituto almeno 15 minuti prima dell’appuntamento, in modo da poter espletare le pratiche burocratiche.
  • Presentarsi puntuali nell’orario concordato per l’inizio del trattamento, in modo da poter usufruire del programma completo previsto per la giornata.
  • Considerare che non vengono effettuati recuperi o rimborsi dei trattamenti non usufruiti per cause al di fuori della responsabilità dell’Istituto.

Nel 2008 la Stimolazione Magnetica Transcranica ha ottenuto l’approvazione della Food and Drug Administration negli USA per il trattamento della Depressione Resistente, e nel 2018 per il trattamento del Disturbo Ossessivo-Compulsivo. Sono in atto grandi studi clinici nell’ambito di diverse discipline e in diverse condizioni; per questo ci sono sempre più evidenze cliniche riguardo l’efficacia delle Terapie di Neuoromodulazione.


Video

La Stimolazione Magnetica Transcranica in Psichiatria – Prof. Stefano Pallanti

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