Stimolazione Nervo Vago non invasiva (VNS)
immagine digitale che mostra l'influenza della stimolazione del nervo vago

Un pacemaker per riprendere il ritmo della vita

Forniamo valutazione diagnostica iniziale e siamo in grado di procedere all’impianto.

La notizia che la FDA (Food and Drug Administration) ha approvato un apparecchio medico per la cura dei pazienti con depressione cronica o resistente, offre una nuova possibilità per molte persone coinvolte, pazienti e familiari, afflitti da questa malattia.

Questo apparecchio, chiamato VNS, ovvero Vagal Nerve Stimulation, è un pacemaker, che viene applicato per stimolare il nervo vago,può essere impiantato chirurgicamente nella parte alta del torace e poi con piccoli fili nel collo, dove l’impulso attraverso il nervo giunge direttamente al cervello.

Attraverso questa azione gli impulsi gradualmente rivitalizzano le aree responsabili dei disturbi connessi alla sintomatologia affettiva.

Questa cura è autorizzata sino dal 1997 per il trattamento di alcune forme di epilessia e la Drug and Food Administration ha comunicato ai costruttori che ora quest’apparecchio è autorizzato anche per il trattamento di quei gravi casi di depressione che non rispondono ad altri tipi di trattamento.

Il processo per l’approvazione era iniziato proprio facendo seguito all’osservazione che tali impianti producevano, nei pazienti con epilessia, un miglioramento non soltanto del disturbo convulsivo ma anche del tono dell’umore.

Uno dei motivi di cautela riguardo all’impianto è connesso alla remora che una volta inserito l’apparecchio non è molto facilmente rimovibile.

Il dr. Harold A. Sackeim, direttore della psichiatria biologica al New York State Psychiatric Institute, referente scientifico della Cyberonics Inc., la fabbrica di Huston produttrice degli stimolatori, afferma:

Abbiamo il dovere di offrire questa possibilità di trattamento a tutti quei pazienti che non riusciamo a guarire con le altre cure.

In realtà il numero dei pazienti trattati con questa nuova metodica è complessivamente modesto, poche centinaia , ma in totale circa il 40% di questi, pazienti refrattari e resistenti, ha ottenuto un miglioramento soddisfacente.

L’approvazione della FDA fa seguito ad un supplemento di informazioni che era stato richiesto nell’agosto 2004 alla Cyberonics Inc.

Ci sono già le testimonianze dei primi pazienti trattatti con questa metodica, Charles Donovan III di St. Louis, disse che lo stimolatore gli ha salvato la vita.

Sono passato dall’essere un completo vegetale, dal punto di vista mentale, ad essere una persona con ritrovata energia e fiducia – infatti su questa esperienza ha scritto un libro.

Non tutti i pazienti con depressione resistente possono essere curati con questo Stimolatore vagale, ma soltanto coloro che rispondono a criteri ben definiti e codificati.

È importante che queste valutazioni vengano effettuate in maniera particolarmente attenta sia affinchè si possano selezionare i pazienti che hanno maggiori possibilità di successo terapeutico sia perché questo metodo possa avere futuro e credibilità.

Gli effetti collaterali a lungo termine sono oramai noti e non sembrano particolarmente preoccupanti, il più comune riguarda il tono della voce ed una leggera tosse che sono l’espressione dell’irritazione del ramo del nervo vago laringeo.

A Firenze, dove c’è già una buona esperienza per la cura dell’epilessia con questa stessa metodica, si è già pronti a partire nell’ambito di un programma per la cura dei disturbi resistenti: se n’è parlato in una giornata di aggiornamento che ha coinvolto diverse discipline del Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche.

Infatti sono diversi gli operatori coinvolti, considerate le competenze multidisciplinari richieste per questa tecnica terapeutica. Insomma, andiamo avanti con la tecnologia applicata alla medicina, ma con controlli e senza illusioni.

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